Eliminare la verità 357 di David Miller - fonte www.zmag.org 377 (data di pubblicazione su www.attac.it 04 aprile 2003)
L'attacco all'Iraq sembra destinato a diventare il conflitto più censurato dei tempi moderni. La copertura mediatica dei media istituzionali sarà controllata come mai prima di adesso. Gli Stati Uniti sono determinati a eliminare il giornalismo indipendente su e dall'Iraq e faranno di tutto per assicurarsi che la loro propaganda e "verità ufficiale" dominino i palinsesti nel Regno Unito e negli USA, spendendo ingenti risorse per ridurre al silenzio le voci critiche in tutto il mondo.
I governi degli USA e del Regno Unito hanno dimostrato di essere molto portati ad apprendere lezioni di propaganda dai conflitti che si sono succeduti nella storia. Sia nella guerra di Suez che, ancora più importante, in quella del Vietnam, i due governi sono arrivati a credere che la propaganda e il controllo dei media fossero cruciali per vincere la guerra. Dopo la sconfitta di Suez, il Generale Sir Charles Keightley concludeva nel 1957 in una rapporto interno al governo che "la lezione fondamentale" è che "l'opinione pubblica è adesso il protagonista assoluto della guerra"
1 Molti ritengono che il ruolo dei media nella guerra del Vietnam sia stato un fattore chiave nella sconfitta degli USA e la vittoria dei Vietnamiti. Ma in realtà i media statunitensi cominciarono a dare spazio alle voci di dissenso solo dopo che si erano create delle divisioni all'interno delle élite americane sul tema della guerra. Ciò nonostante, i pianificatori delle future guerre americane decisero di non rischiare una copertura mediatica non censurata dei propri confitti. "Stabilirono, evidentemente a partire dall'amministrazione Reagan, che i giornalisti non avrebbero più avuto l'opportunità di confondere il pubblico circa gli obiettivi bellici del governo, sia deliberatamente che inavvertitamente"
2 Le lezioni del Vietnam vennero messe a frutto nel conflitto delle Falklands nel 1982. I 29 giornalisti a cui venne consentito di accompagnare i militari nell'Atlantico del Sud vennero posti sotto stretto controllo senza alcuna sala stampa indipendente. Venne instaurato un doppio sistema di censura per cui gli articoli dei giornalisti venivano prima censurati sulle navi militari nell'Atlantico del Sud e poi di nuovo quando pervenivano al Ministero della Difesa a Londra, prima di essere pubblicati. Il successo nella gestione delle informazioni nella guerra non passò inosservato al governo USA, come fece notare il Comandante della Marina Militare Arthur Humphries nel 1983: "Nonostante la percezione della libertà di scelta in una società democratica, la Guerra delle Falklands ci dimostra come fare a garantire che la politica del governo non venga ostacolata dal modo in cui vengono trasmesse le notizie di guerra... Controllare l'accesso ai conflitti, invocare la censura, e suscitare sentimenti di patriottismo in patria e nelle zone di guerra."
3 Questa politica venne perseguita sia nell'invasione di Grenada (1984) che di Panama (1989). Humphries sottolineava inoltre che se questa politica aveva un difetto, era quello di non aver riempito il risultante vuoto di notizie con le immagini. "Nelle Falklands gli Inglesi non si resero conto che la gestione delle notizie è più che semplice censura per ragioni di sicurezza. Significa anche fornire immagini."
4 Quando scoppiò la Guerra del Golfo nel 1991, questa lezione era stata già ben assimilata. Nel deserto saudita i giornalisti vennero isolati dai conflitti e alle sala stampa pervenivano quotidianamente le immagini di "bombe di precisione" che colpivano il bersaglio. Questa era la nuova guerra pulita in cui i civili venivano risparmiati, visto che la "tecnologia intelligente" consentiva "attacchi chirurgici". Si trattava in realtà di una farsa sistematica. Solo il 7 per cento delle armi erano "intelligenti"; il rimanente 93 per cento consisteva in armi generiche incluse armidi distruzioni di massa. La tecnologia intelligente non si rivelò poi così intelligente, mancando il bersaglio nel 40 per cento dei casi secondo le stime ufficiali.
5 Inutile dire che non abbiamo visto nessun filmato delle bombe "stupide" né delle bombe intelligenti che hanno mancato il bersaglio. Ma anche quando le bombe intelligenti centravano i loro obiettivi morivano civili, come nel caso del bunker al-Amariyah a Baghdad che non era un'installazione militare ma un rifugio antiaereo. Questa vlta gli USA e il Regno Unito sostengono che la maggior parte delle bombe saranno del tipo intelligente e che la tecnologia è stata notevolmente migliorata Secondo il Ministero della Difesa britannico, "la maggior attenzione alle armi di precisione significa che potremmo avere un conflitto senza morti civili."
6 Questa affermazione si è rivelata falsa già durante la prima notte dei bombardamenti, quando da 1840 tre a cinque civili Iracheni sono stati colpiti da schegge. L'enfasi sulla guerra pulita è ancora una 1859 volta un tentativo di distogliere l'attenzione dal fatto che verranno usate armi di distruzione di 1879 massa, come i proiettili all'uranio impoverito, e le bombe "sfonda-bunker" e "taglia-margherite". 1899 Rievocando l'odore dell'erba appena tagliata, la bomba "taglia-margherita" è un ordigno delle 1919 dimensioni di una piccola macchina che distrugge qualunque cosa in un area grande come un 1939 campo di calcio. Dicono che assomigli ad una piccola bomba atomica. 1979 Il pool 1999 Nelle passate guerre, inclusa la Guerra del Golfo del 1991, il sistema del pool è stato il principale 2019 strumento di controllo dei giornalisti presenti "sul teatro di guerra", un termine propagandistico 2039 adottato da molti giornalisti. Il pool consente ai militari di controllare i movimenti dei giornalisti e 2058 quasi tutto ciò a cui assistono. Nel 1991 il Pentagono provò a fare pressioni ai giornalisti affinché 2079 non operassero fuori dal pool e alcuni di essi adottarono questo sistema di valori al punto da 2098 denunciare qualunque reporter provasse a fare giornalismo indipendente. Questa volta il 2118 Pentagono è diventato più sofisticato e determinato a eliminare la possibilità di giornalismo 2138 indipendente. Il Pentagono ha fatto pressione sui giornalisti perché lasciassero Baghdad e già 18 2158 marzo circa la metà dei 300 giornalisti che vi erano stanziati erano partiti, inclusi molti dei principali 2178 giornalisti statunitensi e britannici (appartenenti a networks come la NBC e la ABC e giornali inglesi 2198 come il Times e il Telegraph), che probabilmente avrebbero avuto la maggiore credibilità nei paesi 2218 d'origine.
7 Le regole fissate dal Pentagono sono esse stesse parte di un processo di propaganda. Vengono 2278 presentate come volontarie e secondo alcuni sembrano fornire "una libertà senza precendenti di 2297 raccontare i fatti." Ma ad un'occhiata ravvicinata, un certo numero di clausole nascoste nel testo 2318 lasciano intravedere il pugno di ferro nel guanto di velluto. Sebbene le regole stabiliscano che non 2337 esista nessun "processo generale di controllo" dei corrispondenti da parte del Pentagono, una 2357 successiva sezione sottolinea che "se i media vengono inavvertitamente in contatto con 2377 informazioni delicate, dovranno ricevere istruzioni su quali informazioni dovrebbero evitare di 2397 fornire." Un controllo di sicurezza diviene inoltre necessario se vengono diffuse deliberatamente 2417 informazioni delicate. In un passaggio classico che cerca di presentare la censura più severa come 2437 volontaria, il Pentagono sottolinea che "il consenso al controllo di sicurezza è in cambio di questo 2457 tipo di accesso, dev'essere totalmente volontario, e se il reporter non è d'accordo, l'accesso 2477 potrebbe non essere consentito." 2517
8 Il pool questa volta ha una nuova, ulteriore caratteristica conosciuta come "incorporazione", che implica che i giornalisti operino a stretto contatto con le unità militari. Non viene consentito loro di viaggiare indipendentemente e alcuni suggeriscono che anche le tecnologie di comunicazione verrano controllate dai militari. In base alle nuove regole, i giornalisti indosseranno le divise militari e l'abbigliamento protettivo e, spera il Pentagono, cominceranno a identificarsi con i soldati. Si dice che vi siano 903 giornalisti incorporati alle forze armate statunitensi e britanniche, sei volte il numero dei giornalisti a Baghdad. Nel quartier generale statunitense in Qatar i comunicati quotidiani vengono diffusi da un'enorme sala stampa completa di uno studio televisivo a grandezza naturale con 5 grandi schermi per mostrare i bombardamenti accurati. Completato da una rete mimetica arrangiata con gusto e istallata da un designer di Hollywood fatto giungere per l'occasione, la sala costa qualcosa come 250 mila dollari. In un'intervista su una radio irlandese passata quasi inosservata, Kate Die, esperta corrispondente di guerra della BBC, ha dichiarato che il Pentagono è "totalmente ostile alla libera diffusione di informazione". "Sono incredibilmente pessimista circa la possibilità di decenti reportage immediati", ha detto. Ma le minacce per il giornalismo indipendente potrebbero essere ancora più gravi. Adie ha raccontato che un "ufficiale d'alto rango" del Pentagono le raccontava che i militari avessero 3103 intercettato dei segnali satellitari questi sarebbero stati "trasformati in bersaglio" anche se vi 3122 fossero dei giornalisti. "Chi se ne frega... sono stati avvisati", avrebbe detto l'ufficiale. 3162
9 La guerra ha uno strano effetto sui militari e sui media. Il Direttore delle Pubbliche Relazioni 3182 dell'Esercito Britannico, Brigadiere Matthes Skies, ha dimostrato entusiasmo per il conflitto. "Si 3202 anima quando parla delle sue sortite sul campo di battaglia, ammettendo addirittura che è lì che il 3222 suo cuore appartiene." 3262
10 Anche i giornalisti soffrono della sindrome da eccessivo coinvolgimento. Secondo Robert Fisk, 3282 corrispondente dal Medio Oriente di grande prestigio, molti sono tornati al "loro vecchio trucco di 3302 giocare ai soldatini". 3342
11 Max Hastings, ex redattore del Daily Telegraph, ammette di essersi lasciato coinvolgere troppo 3361 durante la Guerra delle Falklands : "Sono stato accusato di rapporti troppo stretti con le truppe: 3381 non posso che dichiarmi colpevole." Adesso si preoccupa dei suoi colleghi più giovani in Iraq: "Le 3401 stazioni televisive e i giornali tendono a eccitarsi eccessivamente per la guerra... ad alcuni sembra 3421 un gioco da ragazzini, ma la cosa più difficile da tenere a mente è che alla fine ci sono in gioco 3441 delle vite umane." 3481
12 Il primo giorno dei bombardamenti, i telegiornali della BBC hanno riportato che i missili iracheni 3501 lanciati sul Kuwait erano inequivocabilmente missili Scud, anche se la cosa non era stata 3521 confermata e alcuni programmi della BBC rivolti ad una audience minoritaria avessero sollevato dei 3541 dubbi in proposito. 3581
13 BBC News 24, il servizio informativo globale, ha ripetuto in continuazione la propaganda. 3600 Subito dopo la mezzanotte (GMT) della mattina del 21 marzo il corrispondente della BBC Ben 3620 Brown ha usato ripetutamente la parola "scud" senza alcun tipo di precisazione. 3660
14 Altrettanti telegiornali hanno sottolineato che l'uso degli Scud sarebbe una violazione sostanziale della Risoluzione 1441 delle Nazioni Unite. Ma i missili in realtà non erano Scud, come 3700 venne confermato il giorno successivo. Ma il danno era ormai stato fatto e l'errata corrige non ha 3720 ricevuto la stessa prominenza della notizia originaria. 3760 Questo è uno schema familiare sin dai tempi delle guerre precedenti: i notiziari della BBC, seguiti 3780 dalla maggioranza dell'audience britannica, adottano un palinsesto che si distingue per 3799 l'atteggiamento propagandista e pro-bellicista. Con l'approssimarsi della guerra il governo 3820 britannico ha provato ad soffocare il dissenso nel Regno Unito, chiedendo di mettere la parte le 3839 differenze del passato e di appoggiare le "nostre" truppe. Il dissenso era già sotto pressione almeno a partire dai primi di Febbraio, quando Richard Sambrook, Direttore di Testata della BBC 4146 ha circolato un memorandum confidenziale ai top manager della BBC. Fatto trapelare rapidamente 4166 dal personale infuriato della BBC, il memorandum mostrava che addirittura prima che avesse luogo 4186 la più grande manifestazione della storia britannica, la BBC stava cercando di marginalizzare la 4206 copertura mediatica del movimento contro la guerra. Il memorandum sosteneva che si stava 4226 dando troppo spazio al dissenso, il che "costringe i nostri presentatori a sottoporre la posizione di 4246 Bush e Blair ai telespettatori che chiamano da casa, facendoci talvolta apparire come se stessimo 4266 dalla parte del governo. Questo non è sempre vero." Un'ammissione tacita, se così si può 4286 chiamare, che troppi contenuti offerti dalla BBC erano costruiti per appoggiare la guerra. Allo 4306 scoppio della guerra, sono apparsi i primi segnali di censura patriottica. Sir Ray Tindle, proprietario di oltre cento settimanali, ha scritto ai redattori di tutte le sue pubblicazioni chiedendo loro "di fare in modo che non venga pubblicato niente che attacchi la decisione di dichiarare la guerra."
15 Questo esempio, che ha provocato immediatamente le ire dei sostenitori della libertà di 4405 stampa, è sicuramente solo il primo di molte violazioni del giornalismo indipendente. Un'espressione trita dice che la verità è la prima vittima della guerra, ma non rende abbastanza chiaramente l'idea che è una vittima perché il governo statunitense e britannico stanno attuando uno sforzo congiunto di distruggerla.
Note:
1 Citato in T. Shaw (1996)" Eden, Suez and the Mass Media", Londra: I. B. Tauris: 196.
2 John McArthur, (1992) Second Front, Berkeley: University of California Press: 138.
3 Lt Commander Arthur Humphries, Naval War College Review, May-June 1983, citato in McArthur, 4605 1992: 138.
4 citato in McArthur, ibid: 140.
5 Kellner, D. (1992) The Persian Gulf TV War, Boulder CO: Westview: 163.
6 'Fury at no dead "lie"', Daily Mirror, 21 marzo 2003: 9.
7 Ciar Byrne 'Media mull Iraq evacuation' The Guardian, giovedì 18 marzo 2003 4704 ( http://media.guardian.co.uk/broadcast/story/0,7493,916727,00.html)
8 Patrick Barrett, 'US reporters condemn Pentagon press controls' The Guardian, giovedì 27 4744 febbraio 2003 ( http://media.guardian.co.uk/presspublishing/story/0,7495,903552,00.html)
9 The Sunday Show, RTE1 Radio, 9 marzo 2003 4804 (http://www.GuluFuture.com/news/kate_adie030310.htm)
10 Ian Hall 'BRIGADIER MATTHEW SYKES, THE ARMY - ARMY COMMS CHIEF FIT FOR PR CHALLENGES' PR Week 6 dicembre 2002, Pg. 24
11 Robert Fisk, 'The war of misinformation has begun' Independent, 16 marzo 2003.
12 Ciar Byrne 'Media mull Iraq evacuation' The Guardian, giovedì 18 marzo 2003 ( http://media.guardian.co.uk/presspublishing/story/0,7495,916728,00.html)
13 Il telegiornale notturno di BBC2 esprime dubbi sulla storia, il telegiornale della BBC1 di prima 4943 serata no (20 marzo 2003).
14 Per esempio: "La priorità del giorno era di abbattere gli Scud in avvicinamento - ci siamo diretti di corsa verso questo rifugio che l'Esercito Britannico chiama il proprio 'bunker anti-scud'." "Un 5003 missile Scud atterrato a pochi metri da un campo militare americano" "I comandanti americani e britannici sperano che l'avanzata delle proprie truppe di terra riescano a fare arretrare le truppe irachene in modo che non saranno più in grado di lanciare questi attacchi con gli Scud, ma devo dirvi che negli ultimi minuti c'è stato un altro allarme Scud. Siamo sovuti scendere nel rifugio ancora una volta, non sembra quindi che al momento gli attacchi Scud siano finiti." BBC News 24, 5102 00.12 21 marzo 2003.
15 Gina Coles, 'It's too late for debate - Now we must all support our Local heroes at war', Ivybridge and South Brent Gazette, 21 marzo 2003